Intervista ad Alessandro Vercellotti
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Alessandro Vercellotti, avvocato specializzato nel diritto digitale e co-founder di Legal for Digital, il primo studio legale dedicato al diritto in rete.
L’intervista ha approfondito aspetti riguardanti la carriera professionale, l’importanza del diritto nel panorama digitale e le prospettive sull’evoluzione del settore.

Salve Alessandro, può raccontarci un po’ di lei e del suo percorso professionale?
Certo. Il mio percorso professionale nasce dalla volontà di unire due mondi spesso considerati distanti: il diritto e il digitale. Dopo una formazione classica in giurisprudenza, ho capito presto che il mondo stava cambiando rapidamente, e che il diritto doveva iniziare a parlare la lingua dell’innovazione. Ho iniziato ad approfondire le tematiche legate alla tutela dei dati, alla contrattualistica digitale, fino a specializzarmi totalmente nel diritto applicato al web, all’e-commerce e al marketing online. Oggi aiuto professionisti e aziende a proteggersi nel mondo digitale, con un approccio diretto, concreto, comprensibile e che punta anche dritto all’aumento delle performance aziendali.
Cosa l’ha spinta a specializzarsi nel diritto digitale?
È stata una spinta naturale. Mi sono sempre chiesto: come possiamo applicare concetti giuridici tradizionali a contesti completamente nuovi, come i social, i funnel di vendita o gli influencer? Ho scelto questa strada perché ho visto un vuoto enorme tra ciò che accade online ogni giorno e ciò che il diritto sa o riesce a gestire. Il digitale corre, e se il diritto non lo segue – anzi, non lo anticipa – lascia le persone scoperte, vulnerabili. Questo mi ha motivato: diventare un punto di riferimento solido per chi vive e lavora online.
Cosa ha rappresentato per lei il progetto di Legal for Digital, di cui è co-founder insieme all’Avvocato Brunella Martino?
Legal for Digital è molto più di uno studio legale: è una visione. Quando l’abbiamo fondato, io e l’avvocata Brunella Martino volevamo creare qualcosa di nuovo, uno spazio in cui il diritto fosse al servizio della crescita digitale, e non un ostacolo. Lavoriamo ogni giorno per accompagnare aziende e professionisti nella costruzione di progetti digitali sicuri, sostenibili e consapevoli. È una realtà in cui crediamo profondamente, costruita con passione e basata su esperienza reale sul campo, non solo teoria.
Quanto la GDPR rappresenta un ostacolo e quanto un’opportunità da sfruttare nel mondo digitale?
La GDPR è spesso percepita come un freno, ma è un enorme strumento di crescita se lo si sa usare. Viviamo in un’epoca in cui i dati sono il nuovo petrolio, ma se li gestiamo male, possono diventare una bomba a orologeria. La GDPR impone regole, sì, ma offre anche un quadro chiaro per costruire relazioni basate sulla fiducia. Chi la rispetta in modo intelligente può distinguersi dalla concorrenza e dimostrare serietà. Non è burocrazia fine a sé stessa: è un’opportunità per essere professionali, trasparenti e competitivi. Incrementare la raccolta dati, sia come numero che come qualità, creare una ux legale che non spaventi l’utente, mostrare di avere un’etica verso il trattamento dei dati genera fiducia e il conferimento dei dati diventa un’azione che non spaventa. Banalmente, sapere come deve essere un copy legale, ma anche performante, fa la differenza sul fatturato.
Può raccontarci com’è nata l’idea dell’Academy e quale sia la sua missione?
L’idea dell’Academy è nata ascoltando centinaia di imprenditori digitali che dicevano sempre la stessa cosa: ‘Nessuno ci spiega davvero le regole’. Così abbiamo deciso di farlo noi. Abbiamo creato uno spazio formativo chiaro, pratico e aggiornato, dove si imparano le basi legali per lavorare online senza rischi. La missione è semplice ma ambiziosa: aumentare la consapevolezza digitale, offrendo strumenti giuridici chiari, concreti e subito applicabili. Non teoria, ma soluzioni reali per chi vive il web ogni giorno.
Cosa rappresenta per lei la divulgazione di temi sul marketing e il diritto digitale?
Per me è una responsabilità. Il diritto non deve rimanere chiuso nei codici o negli studi legali, ma deve arrivare a chi fa business ogni giorno. La divulgazione è un atto di fiducia: parlo la lingua delle persone perché voglio che capiscano, che si sentano al sicuro, che sappiano cosa possono fare e cosa no. È anche una forma di prevenzione: chi è informato, sbaglia meno e si protegge di più. Per questo investo tempo nella creazione di contenuti, video, post: perché credo che un cliente consapevole sia un cliente più forte.
Cosa la motiva e soddisfa maggiormente nel suo lavoro?
Mi motiva l’impatto concreto. Ogni volta che un cliente mi dice ‘grazie, ora mi sento tutelato’, capisco che il mio lavoro ha senso. Vedere imprenditori che ripartono più sicuri, creator che mettono in ordine il loro brand, aziende che passano da situazioni a rischio a strategie solide: questo è il mio motore. Il diritto, se ben usato, dà potere. E poterlo mettere a disposizione degli altri è la mia più grande soddisfazione.
Quanto è importante costruire il proprio personal brand e quali sono i vantaggi?
È fondamentale. Il personal brand è il tuo biglietto da visita digitale, la tua reputazione online. Ti permette di essere riconoscibile, autorevole, memorabile. Non è solo visibilità: è fiducia, è relazione, è posizionamento. Un professionista che lavora bene ma non comunica, oggi, rischia di rimanere invisibile. Investire sul proprio brand significa decidere in che modo vuoi essere percepito, e questo ha un impatto diretto su clienti, collaborazioni e crescita.
Conoscere nozioni legali può migliorare il proprio business?
Assolutamente sì. Le basi legali sono come le fondamenta di una casa: se sono deboli, prima o poi crolla tutto. Ma se sono solide, puoi costruire in alto quanto vuoi. Conoscere le regole del gioco digitale ti permette di fare scelte più intelligenti, evitare errori costosi e proteggere il tuo lavoro. Inoltre, ti aiuta a negoziare meglio, a tutelare i tuoi contenuti, a lavorare con clienti e fornitori in modo più professionale.
Come immagina il futuro del settore in cui opera?
Lo immagino sempre più complesso, ma anche più stimolante. L’intelligenza artificiale, il metaverso, i nuovi modelli di business stanno creando sfide nuove che richiedono risposte giuridiche nuove. Il diritto dovrà essere più veloce, più comprensibile, più integrato con la tecnologia. E chi lavora in questo settore dovrà saper parlare con sviluppatori, marketer, imprenditori. È una sfida che mi entusiasma, perché il cambiamento è il mio habitat naturale.
Quali testi consiglia per conoscere e informarsi sul mondo del marketing e del diritto digitale?
Consiglio di partire da testi pratici e aggiornati. Per il marketing digitale, libri come This is Marketing di Seth Godin o Digital Marketing for Dummies sono ottimi per iniziare. Sul diritto digitale, invece, consiglio i testi di Gisella Finocchiaro, ma anche guide operative su GDPR e contratti digitali (stay tuned, non dico altro…) E soprattutto, consiglio di seguire chi fa divulgazione seria online: spesso si imparano più cose da un buon contenuto su LinkedIn che da un manuale universitario.

Redazione Ca2 Solution è costituita dai professionisti del web che condividono i loro contenuti editoriali sul blog dell’agenzia di digital marketing con sede a Roma.



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