Intervista a Diego Cusano
Intervista a Diego Cusano, illustratore e artista visivo italiano, conosciuto come Fantasy Researcher e noto per diversi format televisivi e progetti cross-mediali che uniscono arte, benessere e narrazione contemporanea.

1. Ciao Diego, grazie per aver accettato la nostra proposta di intervista. Puoi raccontarci un po’ di te e del tuo percorso?
Grazie a voi per darmi la possibilità di raccontare la mia esperienza. Il mio percorso è sempre stato coerente, ho frequentato il liceo artistico, poi l’Accademia di Belle Arti dove mi sono diplomato in pittura. Ho completato gli studi con la specializzazione in Grafica d’Arte nel 2013. Lo stesso anno ho iniziato a pubblicare le illustrazioni sui social e da quel momento non mi sono più fermato. Sono iniziate le prime collaborazioni e pian piano è diventato a tutti gli effetti un lavoro.
Oggi comunico in vari settori creando progetti diversi ma mantenendo sempre il focus sull’arte.
2. Cosa vuol dire essere un Fantasy Researcher?
Un vero e proprio Ricercatore. La fantasia si cerca e si ricerca nel quotidiano cambiando il punto di vista delle cose. Proprio come i surrealisti. Essere un Fantasy Researcher è rompere le regole del quotidiano, liberarsi dalle varie etichette che ci impone la società. Essere libero nel comunicare un concetto difficile attraverso la semplicità.
3. “Vorrei regalare sorrisi quando le persone osservano le mie illustrazioni” è una tua citazione, presente sul sito web. Ma quanto è difficile a volte trovare la chiave giusta per raccontare la realtà?
Trovare la chiave giusta è molto difficile soprattutto in questo contesto storico culturale in cui viviamo. Non vi nascondo che ultimamente faccio molta fatica perché c’è il caos, a livello personale non è un bel periodo.
La chiave giusta per raccontare la realtà la trovo quando ho raggiunto un equilibrio tra me e tutto ciò che mi circonda. Spesso, ad esempio, quando sono da solo e non devo far conto a nessuno. Quando intorno a me c’è il silenzio. In quel momento posso disegnare, creare e raccontare ciò che mi circonda.
4. Da dove trai ispirazione per le tue illustrazioni? Quanto è importante, nel tuo processo creativo, l’osservazione di ciò che ti circonda?
L’ispirazione la trovo nelle piccole cose, quelle semplici che apparentemente li chiamano oggetti di uso comune. Osservo un oggetto come se fosse la prima volta, ci gioco, l’osservo attentamente, penso alla sua natura, come è stato creato. Per poi darlo in pasto alla mia immaginazione, come quella di un bimbo: il mio fanciullino. Osservare con occhi diversi l’oggetto fa sì che diventi qualcosa di unico attraverso il disegno.
5. I social network hanno contribuito al tuo successo e hai una community molto attiva. Te ne occupi in prima persona o deleghi?
A volte me ne occupo in prima persona perché nonostante siano passati tanti anni, mi piace rispondere a chi commenta sotto un post. Quando ho un periodo pieno, come questo, delego solo per organizzare le pubblicazioni. Per il resto sono sempre io che rispondo e che interagisco con le persone.
6. Pensi che l’esplosione dei social network abbia accelerato il tuo percorso verso la popolarità e l’interesse da parte di diversi brand?
Assolutamente no, il mio percorso lavorativo è sempre stato costante, non sono mai esploso. Non ho voluto forzare perché poi si perde l’interesse. Mi sono concentrato sulla carriera in maniera costante, spaziando da progetti a progetti tutti diversi tra loro. Mi piace fare nuove esperienze e capire come posso collegare l’illustrazione nei vari ambiti.
7. Hai collaborato con numerosi brand molto noti, trasformando i loro prodotti e la loro identità attraverso il tuo linguaggio. Quanto è difficile trovare un equilibrio tra la tua libertà creativa e le esigenze di un cliente?
Per me non è difficile perché studio la filosofia del brand per poi trovare delle connessioni con il mio linguaggio e quando c’è di messo la fantasia, quest’ultima non ha confini, non ha regole. Questo meccanismo può creare un’ottima unione con qualsiasi brand/azienda.
8. L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il modo in cui vengono create e fruite le immagini. Secondo te, come cambierà il lavoro degli illustratori e degli artisti nei prossimi anni?
Secondo me non cambierà più tanto. Perché la sensibilità di una persona non è la stessa di un prompt studiato a tavolino di una persona che non ha mai disegnato. Il tratto di una matita di un disegnatore con esperienza non è lo stesso dell’AI.
L’AI non ha una storia, non ha esperienza e non ha la sensibilità dell’emozione di un artista. Può avvicinarsi ma le differenze si notano.
9. In questi anni, ti abbiamo visto spesso anche in TV. Proprio in questi giorni è andato in onda su Sky Arte “Fluxus – L’Arte Siamo Noi”, che hai ideato, scritto insieme a Mariaromana Casiraghi e che conduci. Vuoi raccontarci come è nato il concept di questo format?
Siamo bombardati da immagini, narrazioni, ricette, dal trash e ho notato che il talento viene sostituito dalla mediocrità. Sette anni fa ho iniziato a raccontare illustratori, scultori nei miei social e le stories venivano viste da ben 98K di persone. Avevo tantissime interazioni e le persone avevano sete di conoscere. Così mi proposero di fare un blog, ma a me sinceramente non mi piaceva scrivere, poi un podcast su Spotify ma le immagini non possono essere viste in questa formula. Tre anni fa ho contattato il produttore di Loft Produzioni, David Perluigi, gli ho parlato di Fluxus e della mia missione che è quella di raccontare artisti, di professionisti attraverso un format, far capire che la bellezza esiste ma il problema di oggi è che la mediocrità è sovrana, le persone si fermano all’apparenza e da quel momento ho iniziato a cercare sponsor per la realizzazione concreta del progetto. Grazie anche a Luca Rochira e Lucia Cianfarani di MR Moody che si sono occupati della produzione esecutiva di Fluxus.
10. Progetti per il futuro?
Al momento devo fare il mio quarantunesimo trasloco e sto terminando due collaborazioni, una linea di lenzuola per bambini e mi hanno affidato di realizzare un’etichetta d’autore di un olio locale.
Sto pensando di scrivere un libro sulla creatività nei giorni nostri. E poi diciamo spero tanto di poter continuare con Fluxus.
11. Momento advisor: cosa consiglieresti ad un giovane illustratore che oggi sta iniziando a costruire la sua carriera?
Consiglio sempre di avere un’ottima preparazione perché oggi fa la differenza. Di viaggiare per scoprire le varie culture, perché aiuta molto, stimola la creatività. Un altro consiglio è quello di creare un progetto unico e singolare perché c’è tanta competizione. Serve anche l’intraprendenza e di curare bene l’immagine perché oggi è importante.
Visita il sito di Diego Cusano: www.diegocusano.com
Scopri il profilo Instagram di Diego Cusano: @diego_cusano

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