Francesco Margherita Consulente SEO Specialist dal 2007

Intervista a Francesco Margherita

Intervista a Francesco Margherita, consulente SEO specialist dal 2007, si occupa di analisi per ottimizzazione SEO e di digital PR ponendo particolare attenzione allo studio della semantica applicata ai motori di ricerca. Autore del Manuale di SEO Gardening e Amministratore della community Web Fatti di SEO.

Francesco Margherita Consulente SEO Specialist dal 2007

Ciao Francesco, grazie per aver accettato la nostra proposta di intervista. Dalla laurea in sociologia alla consulenza SEO: puoi raccontarci un po’ di te e del tuo percorso?

Ciao (e soprattutto grazie), stavo per prendere la specializzazione in comunicazione pubblica, sociale e politica, quindi, come ogni sociologo che si rispetti, non avevo la più pallida idea di cosa avrei fatto dopo. A una settimana dalla laurea, un vecchio amico – uno di quelli che erano rimasti in Campania – mi propose di aprire un’agenzia di comunicazione. Non sapevo fare niente, quindi ero straordinariamente qualificato.

Passai i 4 anni successivi a sviluppare siti, SEO, social, contenuti, PPC, eventi e tanto altro. Prendevamo 100 euro al mese in due per fare tutto, quindi costavamo pochissimo e valevamo pochissimo. Fu una grande scuola. Trovavamo gli annunci su Bakeca.it di chi cercava personale da assumere in area web marketing e ci proponevamo di prendere in carico le operazioni dall’esterno a una frazione del costo.

Il primo anno fatturammo sempre in due 10K euro e ci sembrava di toccare il cielo con un dito. Oggi fatturo la stessa cifra in poche settimane e bakeca è diventato un mio cliente, ma se mi volto indietro un momento, non posso che rimanere sorpreso da tutta l’acqua che ho visto passare sotto i ponti.

Mi sono separato da quel primo socio e dopo altre inenarrabili avventure ho intrapreso la via della ditta individuale, regalando così enormi quantità di denaro al ministero della difesa. Negli ultimi anni, con la SRL ho finalmente trovato la gestione ottimale. Il mio percorso dunque è completamente autodidatta. Siamo partiti in due dentro la mia camera da letto, oggi sono da solo in uno studio solo un po’ più grande, che sempre una stanza è. Mi occupo solo di ricerca web, dal 2007.

Sei un consulente SEO dal 2007, dopo quasi 20 anni di evoluzioni dei motori di ricerca quale è stato il cambiamento che ha modificato il tuo modo di lavorare?

Immagino non ti sorprenderai se ti dico che chi fa questo mestiere è piuttosto abituato a sentire il terreno muoversi e franare sotto i piedi. Non a caso si dice che la SEO è morta più o meno una volta l’anno, da sempre. Bisogna dire che i tempi in cui viviamo sono del tutto inediti. La velocità con cui evolve l’AI mette a dura prova anche chi come noi è abituato a vedere tutto muoversi e cambiare di continuo.

Per questo motivo ti rispondo: L’AI è il cambiamento che sta modificando più di tutti il mio modo di lavorare.

Sono partito sviluppando analisi più approfondite che mai, finché non mi sono accorto che la cosa migliore da fare con l’AI era lasciarla perdere e concentrarsi sulle persone. Tutti questi automatismi hanno rischiato per un momento di farmi perdere di vista cosa rende davvero fico un progetto web.

C’è però da dire che da quando analisi e sviluppo si avvantaggiano dell’intervento delle AI, non servono più mesi per andare in produzione con le indicazioni che suggerisco e per altro le indicazioni sono sempre più precise. Meno male!

Tra le tante attività sei fondatore e amministratore della comunità “Fatti di SEO,” che ad oggi conta oltre 38.000 iscritti. Osservando le domande, le discussioni e i timori di chi lavora con la SEO tutti i giorni cosa hai imparato?

In effetti gestisco un osservatorio piuttosto ampio su quello che succede nel nostro mondo. La community è viva ed è molto ricettiva rispetto agli stimoli giusti. Amministrandola dal 2014 (gennaio) ho imparato qual è il valore della disponibilità ad aiutare gli altri ogni giorno. È così che si coltiva il personal brand, non raccontando di amare il giallo e vestire solo con le cravatte marroni, o di preferire la pizza e i mandarini. Il personal branding non si fa coi post patinati, ma aiutando le persone con pazienza ogni giorno. E guarda, la gente se lo ricorda.

Google nel corso degli anni si è evoluto in continuazione, e oggi l’introduzione dei motori di risposta basati su IA sta cambiando il modo in cui gli utenti effettuano le loro ricerche. Secondo te, in questo momento, cosa significa “Essere trovati sul web”?

Significa avere una presenza adeguata sui “servizi” di ricerca e non solo sui “motori”. In questo nuovo scenario si tratta da un lato di imparare a muoversi sul terreno multicanale e molutimodale, dall’altro di stringere le alleanze giuste.

Naturalmente il sito web deve essere veloce, ben strutturato e semanticamente allineato al tuo mercato di riferimento, ma il concetto di ricerca in questo momento si allarga talmente tanto da far venire il capogiro.

Una volta mi veniva da ridere all’idea che un venditore di pavimenti avesse un profilo su TikTok. Oggi mi farebbe strano pensare al fatto che potrebbe non averlo.

Con l’introduzione dell’intelligenza artificiale si parlava – e si parla – di “fine della SEO”. Tu da che parte stai? È solo un’evoluzione o è l’inizio della fine?

L’intelligenza artificiale è una spinta ulteriore sulla qualità della SEO – che oggi viene chiamata AEO, GEO, AIO. È sempre SEO, ma con una visione più adattiva al servizio di ricerca. La differenza sostanziale con il modo precedente di fare SEO è nella visione sempre meno meccanicistica delle operatività e sempre più basata sulla capacità di fare posizionamento sul concetto di rilevanza distribuita.

È molto aumentato il numero di player che investono enormi risorse per sapere chi dice cosa di chi, dove e in che modo. Le AI si addestrano su dati strutturati, ma anche su ciò che possono apprendere leggendo fonti esterne. Il nostro lavoro oggi è capire quali sono queste fonti e come arrivarci.

Meglio la SEO o la GEO?

È la stessa cosa. La GEO – come dicevo prima – non è altro che una spinta ulteriore sulla qualità della SEO.

Hai scritto numerosi libri e partecipato a numerosi eventi. Qual è la domanda che ti viene posta più spesso dal tuo pubblico?

Forse ti sorprenderai, ma la domanda che mi fanno più spesso non è tecnica. Mi chiedono come faccio a gestire i clienti e come mi muovo per convincerli a prendermi come consulente. Le risposte sono tutto sommato semplici: gestisco i clienti esattamente come curo il gruppo dei fatti di SEO, con presenza e disponibilità. Per il resto, quando passi almeno un’ora al giorno ad aiutare gratis le persone, hai la fortuna di non dover convincere le persone a sceglierti come consulente. Quando mi chiamano è perché mi conoscono già e vogliono lavorare proprio con me. Mi cercano perché apprezzano i miei punti di vista sulle cose.

Ci sarà una nuova edizione del “Manuale di SEO Gardening”?

Temo di no. Quel libro è un long seller nel mondo SEO, con oltre 5.000 copie vendute. Mi sarebbe piaciuto scrivere un libro di racconti SEO sulle esperienze che mi hanno insegnato qualcosa, ma ho bussato alla porta di tutte le case editrici e nessuno mi ha aperto. Sai perché? Escono solo libri su come usare l’AI per allacciarsi meglio le scarpe. Ed io non ho alcuna intenzione di scrivere cose che tra un anno faranno ridere i polli per quanto saranno invecchiate. L’impostazione del manuale di Seo gardening è tale che ancora oggi a distanza di 11 anni dalla prima edizione, viene scelto da chi comincia. Un libro richiede carta e inchiostro. Sui libri si imparano cose. Trovo sia un peccato vedere che l’editoria cartacea se la passa così male.

Se dovessi dare un consiglio ad un imprenditore che oggi ha un sito, ma non sa bene come muoversi tra Google, social e AI, da dove gli diresti di iniziare? In cosa dovrebbe concentrare le sue energie?

Nello sviluppare relazioni e partnership notiziabili con quelli che chiamo “interlocutori trasversali”, vale a dire imprese con il pubblico di riferimento in comune, ma un business diverso. Sviluppare Digital PR con queste imprese ha un valore fortemente posizionante, perché allarga nettamente la visibilità di un’azienda. Negli ultimi mesi ho lanciato in tal proposito un servizio di Digital PR che si basa sul mio database di clienti, che dal 2007 ad oggi conta migliaia di imprese.

Oggi posso creare match e collaborazioni praticamente per qualunque azienda me lo richieda. È un valore enorme che non tutti possono offrire. L’AI sa tutto, ma non ha stretto tante mani, come è capitato di fare a me.

E se il consiglio lo dovessi dare a un giovane che oggi vuole diventare consulente SEO? Cosa suggeriresti?

Non cadrò in errore. Sarebbe ingenuo dire fai così o non fare questo, perché la verità è che siamo tutti diversi e ognuno di noi segue la propria strada sulla base delle proprie inclinazioni. Alcuni hanno bisogno di formarsi in un certo modo, altri solo di lanciarsi e buttare le mani. La vita è un’avventura sempre. Forse se potessi dare un consiglio al me stesso all’inizio, direi solo: preoccupati il giusto… e compra bitcoin. :-)

Visita il sito di Francesco Margherita: www.seogarden.net

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